Way To Blue, l’appassionato omaggio a Nick Drake di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo ha portato tutta la gremita sala del La Claque in un’altra dimensione e un altro tempo, fatto di intimità e gioiosa malinconia.

Abbiamo chiesto a Filippo Ghiglione, vale a dire il bravissimo followtheriver, di fotografare con parole sue una serata che ha fatto bene al cuoricino di tutti i presenti. Un grandissimo grazie a lui, a Roberto e Rodrigo, a Sergio e a tutti quelli che c’erano per la calorosa partecipazione.

“Sono soddisfatto della mia apertura, dopo molto tempo di “astinenza” dal palco. Il calore e interesse del pubblico sono stati straordinari.
Angelini e D’Erasmo formano un duo di musicisti esperti e capaci, e i loro strumenti restituiscono appieno l’atmosfera del mondo di Drake, compiendo un viaggio cronologico e musicale attraverso i tre dischi di culto, fatto anche di aneddoti e piccole curiosità , che hanno saputo creare immediatamente un ponte di empatia con il pubblico”

Tra gli aneddoti raccontati possiamo ricordare la passione per il pongo di Angelini (da cui la copertina di Pongmoon, fatta appunto con il pongo), lo zio Vittorio Camardese precursore della tecnica chitarristica del “tapping” in seguito utilizzata da tutti i virtuosi delle sei corde, il divertente incontro e poi collaborazione con  Robert Kirby, arrangiatore di tutti o quasi i lavori di Drake, che si può riassumere più o meno così:
Roberto Angelini: Ciao Robert sono felice di conoscerti! Sono un grandissimo fan del tuo lavoro e sono innamorato dell’arrangiamento di River Man.
Robert Kirby: Grazie Roberto, ma River Man è l’unico pezzo che non ho arrangiato io! (…)

E poi la “clausola d’amore” sul contratto imposta alla Island da Joe Boyd, scopritore dei Pink Floyd e produttore di Nick Drake, “costretta” a rendere sempre disponibili i 3 dischi di Drake sul mercato, grazie alla quale Tom York, Kurt Cobain, Michael Stipe e molti altri artisti così come diverse generazioni di appassionati hanno potuto in seguito conoscere la musica e la poesia del compianto songwriter inglese.

Continua poi Filippo:

“Ci accompagnano un violino che, con l’aiuto di effetti e riverberi, non manca di restituire la delicata ma potente orchestrazione dei brani (come nella suggestiva River Man) e una chitarra (anzi, diverse chitarre e diverse accordature) che fa un meraviglioso lavoro di collante e muro portante allo stesso tempo, regalando anche variazioni sul tema e strumentali infuocati.
Diversi e variegati i contributi video realizzati dall’associazione trasteverina B5 hanno ben incorniciato la loro esibizione.

Una bella sorpresa, la presenza di Zibba come ospite “vocale” degli ultimi due brani prima del doppio bis, costituito da Parasite e Pink Moon.
Perfetta chiusura di un perfetto viaggio nel mondo di un cantautore che ha attraversato come un lampo discreto e malinconico la vita di tante persone e tanti musicisti, diventando un artista di culto di cui siamo stati privati troppo presto.”

Ed anche il concerto di Roberto e Rodrigo, sebbene sia durato a lungo, ci è sembrato finire troppo presto; meglio cosi: potremo apprezzare ancor di più un loro prossimo ritorno. Mentre non vediamo l’ora che followtheriver pubblichi il suo primo album.

Ecco Vittorio Camardese,  zio lucano di Roberto Angelini con la sua innovativa e funambolica tecnica chitarristica.