GOA~BOA
2018

GENOVA
PORTO ANTICO
ARENA DEL MARE

Sabato 21
Luglio 2018

CAPAREZZA
MUDIMBI
+ TBA

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“La prima volta che ho detto ad alta voce ‘Voglio licenziarmi per fare musica’ mi sembrava di aver pronunciato una frase senza senso, tipo ‘Voglio licenziarmi per fare il cowboy astronauta’!”

Scherza Michel Mudimbi, in arte Mudimbi. Nato a San Benedetto del Tronto 31 anni fa, è cresciuto con la madre (italiana; il padre, congolese, non l’ha mai frequentato), tra la concretezza delle difficoltà quotidiane e il sogno di stare su un palco. La musica rap l’ha scoperta da ragazzino, ed è stato amore a prima vista. “La relazione più tormentata della mia vita: ad anni alterni mollavo e poi ricominciavo, non ero mai troppo convinto delle mie capacità”.

È proprio la fine di una storia d’amore a spingerlo a riprendere a rappare, per tenere la mente occupata. Di giorno lavora come meccanico in un’officina; la sera accompagna al microfono i dj delle dancehall, le feste reggae, inventandole tutte per catturare l’attenzione del pubblico, che è lì per ballare e non certo per ascoltare lui.

La prima vera hit – l’irresistibile, ironica e dissacrante Supercalifrigida – arriva quasi per caso grazie ad Albertino, che la scopre e comincia a trasmetterla su Radio Deejay. “L’ho preso come un segno del destino: se ero riuscito ad arrivare in radio senza neppure averci provato, chissà dove potevo arrivare provandoci davvero!

Ero stufo di sacrificare la felicità in nome della responsabilità”, racconta. Dopo dieci anni in officina, si licenzia e registra il suo primo album, intitolato semplicemente Michel, che in occasione di Sanremo è stato pubblicato da Warner con due inediti, Il Mago e AMEMÌ.

“Era la prima volta che mettevo tutto me stesso in qualcosa, mi sembrava naturale chiamarlo come me. La copertina è una mia foto da bambino, mamma l’aveva sul comodino in ogni casa in cui abbiamo vissuto. Non mostra un personaggio, ma il me stesso più genuino: quello dell’infanzia, quando ogni cosa che fai è spontanea al 100%”.

Quello di Mudimbi è un rap coi piedi per terra, senza stereotipi e cliché. “Non voglio scimmiottare gli americani nella musica o nel modo di vestire” afferma. “Uso il rap solo come uno strumento per raccontare le mie storie”. A Sanremo porta un brano molto personale, scritto in collaborazione con Andrea Bonomo e durante il Festival esce l’album “Michel”.

Mudimbi non solo è autore di tutti i suoi testi, ma è anche il creatore di un immaginario supercolorato avendo curato personalmente tutti i suoi videoclip: uno dei migliori è senz’altro “Pistolero” prodotta da Elisa Bee.

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