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Un piccolo passo
per l’uomo…

goa-boa 2019

Sabato 20
Luglio 2019

SALMO
MASSIMO PERICOLO
SPERANZA
+
Altri ospiti

TBA

GOA-BOA
FESTIVAL

GENOVA
PORTO ANTICO
ARENA DEL MARE 

ORARI
Apertura porte
e biglietteria
ore 18.30

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35€ +dp
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30€
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Non si parla che di lui. Ma questa volta non è il solito hype orchestrato a tavolino. È vita vera quella che MASSIMO PERICOLO traduce in “canzoni” e trasferisce sui palchi trasformandola in pura dinamite, mentre cerca una sua stabilità e un’esistenza finalmente decente.

Ho iniziato a crederci davvero quando mi sono sentito fottuto… Così mi sono messo a scrivere un botto mentre ero chiuso

 

Massimo Pericolo, nome d’arte di Alessandro Vanetti, nasce a Gallarate negli anni 90 e si avvicina al rap all’età di dieci anni con l’ascolto di Eminem.

Qualche anno dopo scopre il rap italiano e scrive i primi testi. Conosce Kaso, rapper storico che lavora coi ragazzi della zona a progetti educativi e di formazione musicale e può così registrare i primissimi pezzi.

Durante l’adolescenza collabora con alcuni amici e realizza un demo di 7 pezzi che però non verrà pubblicato.
Nel 2014 viene arrestato e imputato con 28 persone, durante il periodo di detenzione cambia nome in Massimo Pericolo e si dedica alla scrittura di brani.

Pubblica il primo street video nel 2016 (“Baklava“) e partecipa a vari eventi locali con l’aiuto del suo amico e manager Xqz. Segue la pubblicazione su YouTube di brani con e senza video su beat editi ed inediti.

In questo periodo conosce Rafilù, amico di Speranza, col quale stringe un’amicizia a distanza e che una volta incontrato a Milano lo presenta ai CROOKERS. Massimo Pericolo entra così nel team di Pluggers e pubblica “Ansia” un brano con Ugo Borghetti della crew romana 126 prodotto da CROOKERS e NIC SARNO che gli apre la porta sul pubblico nazionale.

Il 22 gennaio 2019 esce in esclusiva su NOISEY il video ufficiale del singolo “7 Miliardi” prodotto ancora da CROOKERS e NIC SARNO, che supera il milione di visualizzazioni in poche settimane e che riscuote consensi di pubblico e colleghi di tutto il paese.

Nonostante il carattere aggressivo e violento del pezzo Massimo Pericolo è un ragazzo che cerca solo una sua stabilità ed una vita decente, come dice anche nel pezzo. Non ostenta finte ricchezze, parla della sua vita incasinata mettendo in luce aspetti crudi e dolorosi del quotidiano.

Il 5 marzo è uscito il secondo video “Sabbie D’Oro” prodotto da Palazzi D’Oriente che riceve gli apprezzamenti pubblici dei big della scena rap italiana tra cui SALMO.

Il 12 aprile viene pubblicato “Scialla Semper”, il disco di debutto di Massimo Pericolo per Pluggers e Lucky Beard, un viaggio di 8 canzoni tra il suo arresto, le delusioni d’amore, gli amici e storie di provincia. Un racconto che passa dall’ironia alla crudezza con testi all’apparenza semplici ma che sanno creare un’empatia devastante con l’ascoltatore grazie al realismo estremo del rapper di Brebbia. Massimo Pericolo è una delle sorprese migliori degli ultimi anni nella scena musicale e con la direzione artistica di Crookers e Nic Sarno presenta una nuova visione per il rap italiano.

ESTRATTI DALLA PRIMA INTERVISTA DI MASSIMO PERICOLO GUARDA CASO REALIZZATA DA NOISEY

Prima di sederci, gli dico che la sua roba è senza precedenti in Italia, tranne forse per “Barabba” di ACHILLE LAURO, lui tutto gasato mi dice che, nonostante MARRACASH sia forse il suo rapper preferito, quel mixtape è forse la migliore cosa che abbia mai ascoltato in Italia e che ancora oggi insieme a Young Crazy EP, c’è poca roba in cui si rivede così, forse solo Aspettando OC di TEDUA.

A proposito delle tue zone, è giunto il momento di parlare del video. Vorrei mi raccontassi un po’ le ambientazioni e le scelte stilistiche, per esempio le scene con la macchina e le scritte…
Questa è una cosa a cui sono molto legato. Quello che vedi sulla macchina è Giuseppe Uva, ed è lo zio di un mio grandissimo amico. Potevo mettere Cucchi, il concetto è simile, però questa è una persona a me molto vicina, è stato ucciso mentre era sotto custodia dei carabinieri. C’è un processo in corso, naturalmente. Però la madre del mio amico è in lotta da anni. C’è addirittura un servizio a Le Iene. Spesso nei testi parlo male delle Forze dell’Ordine: be’, non lo faccio a caso.

Un’altra cosa che mi gasa della tua, se vogliamo chiamarla così, discografia, è questo continuo e reiterato “odio” per le istituzioni, che non è da ragazzino ribelle, ma è per così dire giustificato. Tu stai rappando qualcosa che purtroppo hai vissuto davvero e, come succede spesso per chi racconta qualcosa che ha davvero vissuto, non lo racconti facendone un vanto, ma c’è un velo di malinconia che rende il tutto ancora più crudo.
Ti ringrazio, perché ho sempre avuto paura che parlare di certe cose voglia sempre dire “voler fare il figo”. Anche se fai la vittima, potrebbe sembrare che tu voglia attenzioni. Io parlo di cose che ho vissuto realmente. Una conferma da parte tua è importante.

Un’altra cosa che c’è nel video sono delle immagini in cui quelli che presumo essere tuoi amici fumano la roba dalle stagnole.
Eh, spero che venga capito l’intento di inserire certe cose. A Brebbia può succedere tranquillamente che mentre porti fuori il cane un tuo amico si inizi a fumare l’eroina, se non metti i riflettori sul problema, ma anzi nascondi tutto sotto il tappeto, il problema non fa che aumentare. In Italia si nasconde sempre tutto. Quelle scene però non sono per fare il fico o per stupire, ma perché quella cosa esiste. Pensare che tuo figlio non si sia mai fatto una canna è come pensare che tua mamma non abbia mai fatto un pompino.

L’INTERVISTA COMPLETA DI TOMMASO NACCARI È QUI

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