BANGARANG!
Goa-Boa [Club] Sessions
2016~2017

@ Crazy Bull Cafè
via Degola 4 – Genova
Sampierdarena

Sabato 1
Aprile 2017
ore 22

MODENA
CITY RAMBLERS

Opening
TBA
Aftershow
MADOSUNDSYSTEM djset

BIGLIETTI
15€ +dp

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A quattro anni di distanza dall’ultimo disco di inediti tornano i Modena City Ramblers con l’album: “Mani come rami, ai piedi radici”, uscito il 10 marzo per l’etichetta della band, Modena City Records, in cd e vinile a tiratura limitata.

Rispetto ai loro ultimi lavori, in questa nuova avventura in studio i Ramblers fanno tutto da soli, con l’eccezione di un’unica collaborazione di enorme prestigio: la band americana Calexico, che impreziosisce di sapori desertici l’ammaliante ballata “Ghost Town“, cantata in inglese e punto di approdo tra orizzonti morriconiani, celtici e tzigani. Il titolo del disco riprende una strofa della stralunata “Tri bicer ed grapa”, ebbra di umori balcanici e nebbie emiliane. Un titolo metaforico che ben rappresenta il sentire dei Ramblers nei confronti della vita e del loro percorso artistico: mani e rami che abbracciano, accolgono, cercano, piedi e radici che tengono ben saldi, sostengono e ricordano. La voglia di conoscere e incontrare, musicalmente di sperimentare e intrecciare stili e linguaggi. Cosa del resto frequente nella storia della band, di cui questa formazione risulta la più longeva: Dudu, Robby, Franco, Fry, Massimo, Leo e Luca suonano insieme da sette anni, hanno all’attivo cinque album e suonato in più di cinquecento concerti.

Cosa c’è dentro il nuovo disco dei Modena City Ramblers

Elemento rilevante di queste tredici tracce è la cifra espressiva che, rispetto al doppio cd del 2013 contenente canzoni strettamente legate a episodi di cronaca ed eventi storici, non fa riferimento a espliciti contesti o avvenimenti attuali. Resta invece tutto il mondo espressivo caro alla band, dove la poesia si accompagna alla verve istrionica del dialetto, ma anche dello spagnolo e dell’inglese.

Evocative ballate come “Mani in tasca, rami nel bosco”, “A un passo verso il cielo” e “Grande fiume”, dai testi profondi e ricercati o le dolci ninnananne “Angelo del mattino” – sospesa tra tradizione mediterranea e irlandese – e “Quacet putein”, dove il dialetto si stende su un tappeto sonoro che profuma di bosco e venti del nord. E poi l’energia e la carica di probabili futuri anthem da pogo come le balcaniche “El senor Tex”, “Welcome to Tirana” e “Ragas pin de stras”, o l’allegria e la positività di “Volare controvento”.

C’è il ricordo di estati e amori passati nella punk-folk “Gaucho, io e te” e, infine, la ricerca di orme contaminate sia dal punto di vista musicale che testuale in “Sogneremo pecore elettriche?”, che cita fin dal suo titolo l’opera di Philip Dick.

Le Mani come Rami / Il nuovo disco

Tutti i brani sono stati scritti, arrangiati e prodotti dai Modena City Ramblers. In “Ghost Town” partecipano i Calexico, che hanno registrato le loro parti al Wavelab Studios di Tucson: Joey Burns (voce e chitarra elettrica), John Convertino (batteria), Jacob Valenzuela (tromba). Il disco è stato registrato, come gli ultimi tre precedenti lavori, al VoxRecording Studio di Reggio Emilia da Andrea Fontanesi nel corso di tutto il 2016 e mixato da Andrea Fontanesi insieme ai Ramblers nel gennaio 2017. Il master è stato curato da Davide Barbi, collaboratore di lunga data della band. La grafica del disco è, come per tutti gli album precedenti dal 2009 ad oggi, opera di FolkeyMonkey, pseudonimo dietro cui si cela il cantante Dudu Morandi.

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